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giovedì, 22 marzo 2007

VIVA LA MERITOCRAZIA!!!!
    (         quella di

     GIULIO NAPOLITANO)



Roberto Tomei è un dirigente dell’Istat

Roberto Tornei


Nel 2000 decise di
partecipare ad un concorso pubblico, per
l’assegnazione di una cattedra
universitaria di diritto amministrativo .
Ovviamente non era l’unico candidato.
Come rivela lo stesso Tomei al quotidiano Italia Oggi


“Non ce la feci, perché, nonostante
avessi scritto libri e pubblicazioni in materia,
la commissione esaminatrice non li
ritenne idonei ai fini del punteggio”.
“Ritenne invece idonee per la cattedra altre tre persone prima
di me: Andrea Rallo, che venne chiamato dalla stessa università
del Molise, e, a seguire, Marina D’Orsogna e Giulio Napolitano,
che furono chiamati rispettivamente, dall’università di Teramo
e dall’università della Tuscia”.
Giulio Napolitano è figlio del più noto Giorgio:
oggi Presidente della Repubblica.
Così come - sempre Giulio Napolitano
- attualmente lavora come consigliere per
la Presidenza del Consiglio.


Vedere

Il figlio del Capo dello Stato
- rispetto al Tomei - si presentò avendo
pubblicato un minor numero di libri.

Con l’aiuto del legale,
l’avvocato Giorgio Carta, ho presentato subito ricorso,
prima davanti al Tar del Lazio e poi al Consiglio di
stato, contro il decreto del rettore dell’università
del Molise che aveva approvato gli atti del concorso”.
“E il Cds (Consiglio di stato, ndr), con una sentenza
che definirei storica, visto anche lo spazio che gli
hanno dato i giornali, la n. 2364/2004, mi ha dato
ragione, affermando il principio secondo cui per
pubblicazione debbono intendersi soltanto le
pubblicazioni diffuse nell’ambito della comunità
scientifica che il candidato può vantare all’atto
della domanda”.

Seguito

“la monografia del dott. Napolitano “Servizi pubblici
e rapporti di utenza” risulta prodotta in esemplare stampato
in proprio dall’autore, onde la stessa difetta del requisito
minimo per essere definita pubblicazione valutabile agli effetti
del concorso de quo”. E i giudici aggiungono: “Tale lavoro ha
costituito elemento decisivo per la valutazione del candidato,
in quanto ritenuto, dalla commissione, quello di maggior rilievo
sul piano sia formale sia sostanziale, come si evince
chiaramente dai giudizi formulati, onde la sua non ammissibilità
impone, di necessità, la rinnovazione del giudizio di idoneità
espresso nei suoi confronti”. Insomma, il Consiglio di stato,
non io, ha imposto alla commissione esaminatrice di annullare
la prova e di rifarla, rivalutando i titoli”.

Al che il giornalista chiede a Tomei,
se ciò sia stato fatto.
“Macchè.
La Commissione esaminatrice, stordita dall’inattesa
decisione del Consiglio di stato (soltanto pochi candidati
fino a quel momento erano riusciti a vincere innanzi al
Consiglio di stato un ricorso inerente concorsi universitari)
non ha saputo che pesci prendere, tanto da preferire di
farsi decadere. Una nuova Commissione, costituita nell’agosto
2005, è stata poi annullata più di un mese dopo.
Solo dopo una diffida da parte mia, a febbraio del 2006,
la commissione è stata ricostituita terminando
i propri lavori nel giugno del 2006. Non essendosi
presentata la candidata D’Orsogna, si trattava di
attribuire due posti fra i rimanenti candidati,
cioè Napolitano e me”.
“Ancora una volta sono stato bocciato,
ancorché mi dovessero essere valutati titoli non
considerati dalla prima commissione. E’ risultato
idoneo invece Giulio Napolitano, nonostante il suo
lavoro principale, quello sul quale la prima
commissione aveva fatto leva per promuoverlo,
non potesse essere più oggetto di valutazione
secondo la sentenza del Consiglio di stato”.
“E’ noto che in tutti i concorsi i titoli che si
presentano debbono essere posseduti alla data
della domanda, e non è possibile alcuna sanatoria
in corso d’opera. Quindi se anche avesse scritto
qualcosa nel frattempo, non avrebbe potuto
essere valutata in quel concorso”.



articolo di Roberto Altesi apparso martedì
20 marzo 2007, a pagina 5, sul quotidiano Italia Oggi.

postato da: mirko3 alle ore marzo 22, 2007 17:45 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1   26 Febbraio 2008 - 18:40
 
SE PO' FFA

[..] "SE PO' FFA" Miguel Martinez Kelebek 25.02.08 "Yes, we can!" è lo slogan dei democratici americani, e fa pensare a una schiera di venditori in giacca e cravatta sotto la frusta del loro animatore: "Can we increase sales by ten per cent this year?" " [..]
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categoria:politica